Da oggi capisco tutti quelli che aspettano il proprio idolo (cantante, attore, etc etc etc) per avere un autografo/una foto: è sempre stato un qualcosa di inconcepibile, che non sono mai riuscita a capire.
Ma da oggi ce l’ho fatta!
Sono dovuta arrivare a 30 anni, ma ce l’ho fatta anche io.
Non conta quando da piccola ho visto dal vivo Nicola Berti (eh sì, era il mio giocatore preferito… si vede che di calcio me ne intendevo, e non solo di calcio tra l’altro…), forse gli ho anche chiesto un autografo, ma se l’ho fatto, giuro che l’ho rimosso o comunque non avrei il coraggio di ammetterlo.
Stasera mi sono concessa il privilegio di farmi autografare un libro dal suo autore.
Da un fotografo.
Anzi. Da uno dei Fotografi con la F maiuscola, di quelli che ancora respirano con noi, ovviamente: Eugene Richards!
Era da domenica che lo inseguivo… Causa sciopero dei treni, ho dovuto svegliare una mia cara amica per potermi far prestare la macchina che mi ha portato fino a Lodi, al Festival della Fotografia Etica per poter partecipare alla visita guidata alla sua mostra, ‘War is Personal’. Una esposizione unica, emozionante: un tema tragico, difficile da rappresentare con grazia ed eleganza. E infatti mi sono chiesta come si potesse riuscire a rappresentare con così tanta misura e altrettanta profondità un argomento così complicato come quello della guerra. Poi ho avuto la possibilità di ascoltare dalla voce di Richards stesso le motivazioni di un tale lavoro. La pacatezza, la sincerità, l’umiltà e onestà dell’uomo sono le stesse delle immagini: questo il segreto di un lavoro così importante.
Se ve lo siete perso a Lodi, cercate di non farlo a Roma, al 10b Photography .
La frase che mi ha più incuriosito è stata quella data come risposta ad una domanda di una ragazza che voleva sapere cos’era per lui la felicità, visto che quando lei è felice, non riesce a fotografare. La sua risposta è stata semplice e diretta: il mio lavoro è fotografare, non lo faccio solo quando sono felice o infelice. Lo faccio punto, è il mio mestiere.
Forse è proprio questa la differenza tra un amatore e un professionista.
Oltre alla grandissima classe, e lui ne ha da vendere.
PS: quando mi ha visto con tre libri da autografare si è spaventato…